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ristrutturazione con demolizione
e soprelevazione
cervia 
2013
200 mq | 600 mc
alvise marzollo - federico gera
francesco perinotto
tommaso dal maschio
ing. mario di menno di bucchianico
dell'aria costruzioni
L’intervento consiste nella ristrutturazione e ampliamento di un’abitazione mono-familiare ubicata nella prima espansione urbana a sud del Borgo dei Salinari di Cervia, tra la distesa delle Saline e il porto canale da una parte e le infrastrutture viarie della strada statale Romea e della linea ferroviaria che seguono la la direttrice nord-sud.
La lottizzazione di questa parte di città, inserita nel sistema urbano continuo noto come “la città adriatica”, segue la tipica organizzazione lungo l’infrastruttura stradale, con una sequenza di edifici a uno o due piani posti a tre metri dai confini.
La villetta, a un solo piano e con volumi articolati secondo il gusto dell’epoca, è come scelta da un catalogo, indifferente all’orientamento e al contesto.
Per le norme vigenti, l’unica possibilità di recupero funzionale è stata la sopraelevazione con adeguamento impiantistico e strutturale.
Nel caso in questione, gli aspetti determinanti sono stati:
- il vincolo di sedime, per non dover costruire a 5 metri dal confine, perdendo di fatto il diritto edificatorio;
- gli indici di edificazione che consentono l’ampliamento, ovvero la sopraelevazione, ma senza demolizione;
- i fronti di nuova edificazione posti a 3 metri dal confine privi di finestre;
- la sopraelevazione a 5 metri dal confine.
Date le premesse, la sola possibilità del progetto è stata di migliorare la qualità dello spazio interno, introducendo piccoli salti di quota, doppie altezze e, soprattutto, operando sul volume per portare nel cuore buio di un edificio compatto la luce naturale, utilizzando i vincoli normativi come strumenti di progetto, attraverso la modellazione della massa per organizzare il programma funzionale al suo interno.
Sul piano costruttivo, il mantenimento delle pareti perimetrali durante la realizzazione delle strutture portanti ha determinato l’organizzazione del cantiere e le fasi delle lavorazioni, innescando un processo di metabolizzazione e una commovente lotta di resistenza tra il vecchio e il nuovo.
L’esito formale è il risultato di una sequenza di operazioni sulla massa, in cui l’obbligo normativo si intreccia con le necessità progettuali e i vincoli dell’orientamento, portando a compimento il principio insediativo.
Gli schemi rappresentano le operazioni effettuate.
1. Vincolo di sedime
2. Sopraelevazione
3. Fronti ciechi
4. Inversione delle masse
5. Scavo della massa: arretramenti e scavi
6. Luce naturale
Dal punto di vista urbano, l’inversione delle masse è stata l’opportunità di definire una regola insediativa più coerente con il contesto e l’orientamento. Sin dall’imbocco di via Garda è riconoscibile il fronte cieco di due piani fuori terra, che emerge tra gli edifici più bassi e costituisce un punto di riferimento visivo.
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